Pubblicato da: Willo | 15 dicembre 2013

Ah, la rivoluzione. Ah, i rivoluzionari.

Dalle interviste di SkyTg24 ma anche di altri telegiornali:

– Sono disoccupato, ho chiesto un contributo e mi hanno proposto 80 euro alla settimana… ne spendo 40 per i pannolini di mio figlio!
Io 80×4=320 euro non li butterei via, comunque dopo indagine ho appurato che se non prendi quelli costosi spendi al massimo 15/20 euro la settimana, a meno che tuo figlio non caghi 13 volte al giorno e tu lo cambi con i più costosi sul mercato.
Sei veramente disoccupato che non sai queste cose?
– Sono senza casa, mi stanno tagliando il gas!!!!!
A chi lo stanno tagliando il gas? Alla casa che non hai?

Una parte di queste persone non sono quello che dicono di essere. chi sono?
Una parte di queste persone non nascondono le loro simpatie per soluzioni autoritarie, invece.
Una (buona) parte di queste persone, invece, sono veramente gente incazzata e che protesta in buona fede. Sono sicuro infatti che ci sono veramente persone con forti disagi sociali che protestano per motivi validi, ma se gli indignados italiani (?) sono veicolati (molti senza saperlo) verso una soluzione autoritaria, tramite sobillatori di massa con interessi ben precisi, saranno solo utili idioti (la definizione, sia ben chiaro, e credo sia ormai popolare grazie a Berlusconi che l’ha utilizzata con Prodi, non è offensiva) per la causa del golpe.
Perché se fin dall’inizio e solo con una manifestazione coordinata dalla destra e da movimenti reazionari (per esempio LIFE, che nascono per proteggere gli imprenditori che avevano controlli fiscali e con la dichiarata intenzione di non pagare più le tasse) una parte delle forze dell’ordine si schiera apertamente con i manifestanti, tira aria di Golpe.

Quali sono gli scopi di questa manifestazione? Chiedetelo ai manifestanti.
TUTTI A CASA FUORI DEI COGLIONIIIIII sarà la risposta prevalente.
Bene. sappiamo tutti che la situazione è sicuramente imbarazzante, per quanto riguarda i privilegi della politica, e a parte le considerazioni sulle semplificazioni ove la classe politica è ormai colpevole di ogni cosa, se a gran parte dei manifestanti si chiede l’opinione sull’evasione fiscale, rispondono “ma i politici che rubano ecc ecc”.
Ok, i politici. Mandiamoli a casa. Per sostituirli con dei politici “voluti dal popolo”? Prima di tutto, bisogna andare a votare, per avere “le persone giuste” al posto di altre. Io non conosco altre soluzioni, semmai avevo delle riserve riguardo la defunta legge elettorale che fortunatamente non esiste più (detto fra noi, andrei anche a votare con questo proporzionale con sbarramento). E già qui mi pare siamo in difetto, visto che “fanno schifo tutti”. Quindi, “mandiamoli tutti a casa”, e poi?
Facciamo che dopo le prossime elezioni non vengono eletti quelli che piacciono a voi (che chi sono, poi?), cosa succede? Di nuovo in rivolta per ri-mandarli tutti a casa? Oppure volete quello che vi suggeriscono sottovoce, una bella giunta militare? Nel caso non lo sapeste, anche se i nuovi non vi andranno bene, col cazzo che vi permetterebbero di tornare a manifestare. No, così, giusto per chiarezza.

Altri scopi delle manifestazioni? Non pagare più le tasse? Va bene, vorrei parlare con uno di voi prodi e integerrimi imprenditori che le tasse le ha sempre pagate, tutte. Anche quando non era nella merda. Non spingete!

Quindi, capisco la buona fede dei manifestanti, ma questa rivolta la  definisco reazionaria (1), non rivoluzionaria. Questo ossessivo richiamo all’Italia e agli italiani è esemplare nel dimenticare di associare alla parola Italiani la parola onesti. Mah, speriamo se lo siano solo dimenticato.

(1)reazionàrio agg. e s. m. (f. -a) [der. di reazione, sul modello del fr. réactionnaire, che a sua volta è stato modellato su révolutionnaire]. – Nel linguaggio politico (con senso per lo più polemico), che è incline alla reazione, che appoggia o guida un movimento di reazione politica; termine riferito inizialmente agli oppositori della rivoluzione francese, poi genericamente a chi si oppone a ogni riforma e innovazione, mostrandosi tendenzialmente ostile al progresso.
Se si ribellano all’attuale classe politica, come possono essere reazionari? Attenzione. Reazionario è anche il “nostalgico”, quello che “si stava meglio quando si stava peggio”. Reazionari, infatti, come citato nella definizione, erano i monarchici durante la rivoluzione francese.

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